Sabato 7 SETTEMBRE 1996
DELHI - Piove.Treno di lusso per KALKA, 4 ore, 320 rupie. Piove. Persa la coincidenza
per SHIMLA.
Domenica 8
Camera in stazione 100 rupie. Mattino ore 3: treno per SHIMLA, 5 ore 17 rupie. Piove.
Autobus per MANALI in cima
alla valle di KULLU', 9 ore, 117
rupie. Piove.
Lunedi' 9
JAGATSUK. Piove. La
guida PARKASH mi accoglie benissimo a casa sua. 800 rupie al giorno per il trekking tutto
compreso. Piove.
Martedi' 10
Piove. Pomeriggio primo sole. Tramonto e nuvole rosa, lontano
montagne innevate di fresco, neve rosa.
Notte stellata stupenda, domani sera si vedranno ancora tante stelle, lontano anche dalle
fioche luci di questo sperduto villaggio.
Mercoledi' 11
Tutto pronto, caricati i quattro cavalli. Tre ore di dura salita.
Un posto da eden per campeggiare. Erba
alta torrenti spumeggianti e azzurri e verdi e traparenti, pini himalayani altissimi
svettanti, rupi scoscese tuttintorno. I cavalli, liberi, si disperdono. L'acqua del
torrente è gelata, non riesco a tenerci i piedi dentro per più di qualche istante.
Arrivando presto al primo campo c'è tempo per oziare, lavarsi all'acqua gelida del
torrente e guardare le nuvole. A lungo, senza pensare a niente.
Giovedi' 12
Nonostante la tenda a doppio tetto, nottata gelida, specialmente nelle ore prima
dell'alba. Chissà come sarà sopra i 4.000! Comunque ho usato solo una parte degli abiti
per scaldarmi. Al mattino il fuoco ci vuole proprio, finchè non spunta il sole, tardi, da
dietro le altissime cime. C'è un laghetto tutto ricoperto di
vegetazione: posto da libellule!
Infatti ce ne sono tantissime mai viste, solo del genere anisotteri, stranamente. In
accoppiamento, in ovoposizione o da sole. PARKASH si interessa all'obiettivo macro che sto
usando. Glielo faccio provare e ne rimane entusiasta. Intanto l'horseman RAMLAL dà la
caccia al cavallo bianco, il più forte, che non vuole saperne di farsi rimettere il
carico in groppa. Infine in tre ci riusciamo.
Dopo 4 ore tra prati e foreste di pini, alcuni torrenti attraversati su ponti traballanti,
in tono con tutto il resto, dopo tante cascate (d'acqua) e un capitombolo nel fango, si
apre all'improvviso una vallata ampia, bellissima, attraversata da due torrenti che
confluiscono a metà. Un cavallo, testardo, vuole guadare in quel punto, gli altri ne
guadano uno alla volta più a monte. In cima alla valle, ai piedi di una cascata piantiamo
le tende. Mancano ancora 5 ore di salita per il primo passo
HAMTA-LA a 4.200 metri. Qui la natura è
ancora più ricca di fiori e ho anche rivisto e fotografato quegli uccellini neri con la
testa bianca e la coda rossa che avevo visto solo in
NEPAL. Tutt'intorno rocce, prati, e boschi sempre
più radi. Mi sa che non troviamo legna per il fuoco. Adesso che sto scrivendo, PARKASH e
RAMLAL sono sui prati con la mia Nikon e il macro a scrutare i particolari dei fiori che
non avevano mai notato prima!
C'è ancora tempo prima di cena (riso legumi e peperoncino, naturalmente). Vado su di
corsa sulla collina di fianco alla cascata. Mi fermo presto col cuore in gola: non sarò
allenato, ma mi sa che siamo abbastanza in alto. Peccato mi sia fatto rubare l'altimetro,
preciso e costoso, in NEPAL. Di fronte alla cascata mi stendo su una enorme roccia
inclinata come una poltrona. Giù in basso i cavalli si sono fermati a brucare alla base
della collina, dove l'erba è migliore. Su, oltre gli ultimi pini, finisce anche l'erba e
resta solo roccia, più su ancora anche la roccia è coperta di neve abbagliante, ancora
più su volteggiano lenti quattro rapaci, forse aquile, puntini lontanissimi.
Peccato non aver portato il registratore, questa volta. La cascata a sinistra e il
torrente impetuoso in basso a destra danno un bell'effetto stereo. La valle è sempre più
bella. Gli ultimi abitanti sono ad un'ora di cammino più in basso, accampati in
rudimentali tende estive a pascolare bufali e mucche per il latte.
Venerdi' 13
Ieri sera, steso sull'erba affascinato dalla incantevole stellata, ho visto due
stelle cadenti. Oggi due arcobaleni!
Cambio menù: chapati al posto del riso. Altro non c'è da dire. A quota 4.000 è
difficile arrivarci e piantare la tenda. Il cervello pensa solo a quello che comincia a
mancare: ossigeno. Anzi, qualcosa di divertente c'è da raccontare, ora che è finita
bene. Un tuffo involontario in un tumultuoso affluente del fiume HAMTA con acqua fino alle
ascelle e gambe e braccia rovinate sui sassi. Macchina fotografica salva per poco. I
vestiti sono stesi ad asciugare ma con questo freddo rimarranno bagnati fino a quando non
passeremo nella valle di LAHAUL,
dove c'è sole e aria secca. RAMLAL, dopo aver riso per mezz'ora nell'associare i miei
salti sui sassi del torrente più il tragico salto finale e il nome "jumping"
del succo che stavo bevendo, mi ha requisito la Nikon ed è tornato a scrutare fiori,
stami e pistilli. Tramonto incantevole, tante foto.
Sabato 14
Il primo passo: HAMTA-LA, 4.200 metri, è stato duro senza allenamento, ma è
andato tutto bene. Poi, giù fino a 3.300 metri, a
CHATTRU, dove si
incontrano due torrenti con il fiume della Luna (CHANDRA NALA). Fa caldo,
quasi. Ho incontrato un misero tendone abbarbicato ad una roccia, dall'altra parte del
fiume, abitato da due madri, due bellissime ragazze e quattro bambini minuscoli e
sporchissimi, con le mani gelide. Una ragazza mi ha chiesto di fare loro una foto, ma poi
è risultato che non hanno un indirizzo fisso a cui spedirla e vengono da KATHMANDU' per
motivi di fame, credo. Ho comprato caramelle succhi frutta e biscotti per i bambini, ma è
difficile sapere se gli altri hanno apprezzato o si sono offesi.
Domenica 15
16 chilometri di strada bianca e sassosa. Posto freddo e desolato, disabitato
completamente.
Lunedì 16
16 chilometri di
vallata
sassosa da 3.600 a 3.900 metri. Piove.
Poi ha smesso, ma sul monte di fronte, poco più in alto, c'è neve fresca. Due
calzettoni, guanti, due tute, il pile rosso e il giubbotto, tutto addosso.
Martedì 17
Quattro ore sotto un sole cocente e un vento gelido ma alla fine lo spettacolo
del lago della Luna (CHANDRA-TAL)
a 4.200 metri, fa dimenticare tutto. Incastonato fra gigantesche colline di roccia di
tutti i colori, sovrastato da picchi innevati, circondato da un prato verdissimo
tappezzato di stelle alpine gigantesche e tanti altri fiori. Problemi di fiato pochi, per
fortuna. Ci saranno problemi grossi di freddo questa notte.
Mercoledì 18
Gelata pazzesca, freddo boia, acqua erba e pozzanghere completamente gelate. Ho
usato tutti gli abiti che ho e non è stato sufficiente. Ai primi chiarori una corsa per
riacchiappare i cavalli è quello che ci vuole. Fino al prossimo campo (TOPKO GONGMO), 4.300
metri, ci sono sei ore di sassaia lungo il fiume della Luna (CHADRA NALA). Niente sole
cocente, in compenso vento ancora più gelido e cielo grigio da neve. Infatti prima di
piantare le tende comincia a nevicare. Poi un "chai" bollente a una
"tzampa" rimettono le cose a posto. Prima del tramonto smette di nevicare. Se
questa notte ricomincia saremo costretti a tornare indietro. Tutto il greto del fiume
CHANDRA e i fianchi delle colline attorno sono disseminati di pietre di tutte le
dimensioni e tutti i colori. Ne ho viste di bianche, gialle, arancio, rosse, marroni, blu,
viola, grigie, persino rosa e verdi. Alcune uniformi, altre con venature piu' o meno
regolari.
Giovedi' 19
Questa mattina sole e cielo azzurro. Partiamo.
Venerdi' 20
Ieri sera non ho scritto niente ma parleranno le tante fotografie che ho fatto.
Mi dispiace non aver studiato geologia. Ma rimedierò. Abbiamo trovato un cane una pecora
e un agnello persi sui monti. Sono rimasti con PARKASH e RAMLAL eccetto la pecora che è
stata macellata e la stiamo trasportando a JAGATSUK. La notte è stata la più fredda, ma
era previsto, vista la quota di 4.700 metri. Ho avuto la conferma che alcuni capi e
attrezzature sono inadeguate per queste cose "estreme": guanti, saccoapelo,
magliette di cotone, scarponi. Il passo
BARALACHA-LA a 5.100
metri non mi ha dato problemi e sono contento. Spettacolo unico e continuo. Tante foto.
Scendendo verso ZINGZINGBAR
(due case di pietra col tetto di telo) è passato un camion che ci ha portato fino a
DHARCHA per il prezzo
da ladri di 100 rupie a testa! Domattina presto parte un autobus per MANALI, così
guadagnamo un giorno. Il viaggio è stato bellissimo sul cassone aperto, ma anche
tremendamente disagevole per i terribili scossoni e i continui sobbalzi. Poi ho trovato
che in piedi, molleggiando sulle gambe e tenendomi con tutte due le mani, le cose erano
sopportabili, e così ho potuto godermi lo spettacolo di gole profonde, rocce altissime e
scoscese, dalle mille forme e colori, sempre sovrastate da un cielo blu e da tante vette
innevate in lontananza. Dopo una discesa a velocità pazzesca, sempre sull'orlo del
burrone, ora siamo in un "hotel" gestito da tibetani. In realtà è una baracca
di legno con un tendone sulla strada. Si cena qui e si dorme in una stanza che è un po'
meglio della tenda anche se meno pulita.
Sabato 21
Bellissimo paesaggio anche nel tratto
DARCHA - KEYLONG -
ROTHANGLA - MANALI .
Ritorno da MANALI a
JAGATSUK sul tetto
dell'autobus, insieme a PARKASH, i bagagli e l'agnello! Sono contento per tutto e anche
per la splendida forma raggiunta, soprattutto dentro. Per i chili persi lo dirà la
bilancia in Italia. Però c'è una cosa che manca sui monti: il sorriso incantevole delle
belle donne, indiane e non...
Domenica 22
Le gambe volevano ancora muoversi e così sono venuto a piedi fino a MANALI.
E' molto piacevole andare in giro senza avere niente da fare che guardare, parlare,
cercare, assaggiare, con i soldi in tasca, beninteso! E qui ne bastano veramente pochi per
sentirsi un nababbo.
Infine una lunga salita su una strada assolata fino alle terme di VASHISHT. Un bagno di
acqua termale calda di mezzora a 40 rupie. E' stato molto piacevole e rilassante. Beato
chi lo può fare in dolce compagnia. Ne esco affamato. Due bicchieroni di spremuta
naturale di mele, prodotto tipico di questa bellissima valle di KULLU'.
Lunedì 23
RAMLAL è arrivato. Venerdì scorso siamo partiti da
TOPKO YONGMO e dopo il
passo BARALACHALA
siamo saliti sul camion, ma lui con i cavalli è arrivato a piedi fino a PERSEO, 35 km e
poi 95 km sabato e 65 domenica. Oggi è qui pronto per ripartire. C'è un altro lago della
Luna (CHANDRA-TAL), nella valle qui sopra, a 4.800 metri e sopra un picco di 5.300 (CONSOLATION PEAK). Se
non è innevato tento di arrivare in cima.
Venerdi 27
Non ho scritto niente in questi quattro ultimi giorni di
trekking. Ho solo camminato
tanto e sono arrivato molto in alto, in silenzio, dentro e fuori. Sono cambiato un pò,
credo in meglio. Comunque ho iniziato a sorridere dapprima, poi a ridere, a fischiettare e
a canticchiare (forse è per questo che quei grossi lucertoloni grigi
scappavano via con gli occhi sgranati dall'orrore!).