New Delhi, notte, domenica mattina ore 2:00, stazione del treno.
Arrivo con il taxi pre-pagato, per non iniziare subito a combattere con i procacciatori di affari, trascino il valigione sollevandolo sulla melma e i liquami vari, scavalco uno sterminato tappeto di corpi stesi, addormentati in terra sotto luride coperte, la valigia e' pesante e devo sollevarla fino alle spalle, talvolta.
Cerco una biglietteria aperta a quell'ora, ce ne sono solo per la seconda classe, va benissimo, ma subito si fa avanti uno a darmi consigli (mai gratuiti...), pensando che i turisti non viaggino che in prima classe!
Lo ignoro e compro un biglietto di seconda classe per il primo treno diretto a nord, Kalka e Shimla.
Parte alle 6, mancano 4 lunghe ore, mi preparo all'attesa, deposito il bagaglio alla "cloak room", scavalco altri corpi addormentati lungo il primo binario, passo davanti ad un "bar" che vende samosa e altre cose, dietro il barista vedo correre due grossi topi grigi, passo oltre e vado al terzo binario, altri corpi, altri topi, più piccoli, che escono dal cemento e vanno a rubare il cibo aprendo un buco nei sacchi usati come cuscino. Quelli che non dormono osservano il furto ripetuto senza una mossa, i proprietari dei cuscini non si svegliano, mi adeguo, scatto una foto e passo oltre, alla ricerca di un posto per sedermi non troppo scomodo.
Prendo il primo chai, dopo un'ora un altro, una telefonata a casa, le ore scorrono lente...
Sono passate da poco le 4, sul primo binario arriva un tizio con un bastone e sveglia con pochi riguardi quelli addormentati, quelli dal sonno più duro e più lenti a togliersi di mezzo si beccano una potente innaffiata da un altro tizio che lo segue con un tubo dell'acqua: sono le pulizie della mattina.
Altri due o tre tizi arrivano con larghi spazzoloni a spingere via l'acqua sporca dal marciapiede direttamente sul primo binario, dove altri li usano come gabinetto all'aperto e in pubblico. Sono arrivato in India!
Vado a ritirare il valigione e inizio a chiedere da dove parte il treno per Calka, a molte persone, per avere risposte diverse e sperare in quella giusta, prima o poi, nessun cartello naturalmente, e gli annunci sono incomprensibili attraverso gli altoparlanti rotti e gracchianti.
La prima ora serve per attraversare la periferia di New Delhi, affollata di povere baracche piantate in mezzo alla melma lurida, intercalate da campi d'erba incolta, usati da tutti, proprio a quell'ora, per i primi bisogni corporali.
Dopo 7 ore arrivo a Calka, ai confini meridionali dell'Himachal Pradesh, e per raggiungere l'ultima stazione, Shimla, devo cambiare treno e salire sul trenino a scartamento ridotto che subito si inerpica lentamente attraverso le foreste.
Lungo le piccolissime stazioni ammiro le scritte in Hindi e Inglese, che invitano alla massima tolleranza religiosa.
Da noi sarebbero messe all'indice, dal nuovo governo del Vaticano.
Arrivo prima del tramonto, e a piedi, sempre ignorando le decine di procacciatori d'affari, vado alla stazione degli autobus.
Il prossimo bus per Manali parte alle 20:30, "da qualche parte lì davanti...".
Altri chai, chiedo in giro e finalmente trovo il bus giusto, devo portare il valigione sul tetto, spunta dal nulla un portabagagli, accetto il servizio, salgo dietro di lui, lego il valigione.... primo errore: non gli ho chiesto il prezzo del servizio PRIMA di salire... discutiamo per un bel po' , 50 rupie, no 10, no 50, allora non ti do niente, ti ho offerto anche un chai prima, il chai te lo rimborso io, per 3 rupie, va bene 20, non 10, prendine 17, ok?
Non e' ok per lui, ma lo lascio così, perché sono quasi sicuro che il prezzo giusto e' inferiore alle 10 Rs.
Parte il bus e dopo un po' il monsone si scatena, il valigione sarà tutto bagnato e anche i miei vestiti...
Alla fermata successiva ottengo il permesso di portare dentro il valigione, salgo sul tetto sotto l'acquazzone, mi bagno completamente in pochi secondi e faticosamente lo faccio calare lungo le fiancate.
Così ora devo passare il resto della notte bagnato e freddo, e non si chiudono neanche i vetri, lì davanti!
Il grosso degli scossoni e' ancora tutto davanti a me, per molte ore....
Ore5:30 - A Manali e' ancora buio, io sono ancora un po' umido e freddo, e arrabbiato con me stesso per non aver neanche pensato di usare l'impermeabile da trekking, sul tetto del bus.
Cosi' alla solita folla di procacciatori d'affari rispondo malamente - Ne, Ne, Cialo', Cialo' -
Entro nella prima porta illuminata di hotel che vedo, stanza e un solo lenzuolo, sporco, 200 Rs
- vorrei avere un lenzuolo pulito
- questo e' pulitissimo
- cosa sono tutte quelle macchie?
- niente, macchie pulite (!!)
(ok' e' ora di tirare fuori il sacco a pelo, anche se un po' umido)
Doccia, tento di riposarmi un paio d'ore, dopo due giorni e due notti di viaggio senza mangiare e senza dormire.
Alle 11 vado a piedi verso Jagath Sukh, 6 chilometri, il mio primo mini trekking!
Arrivo a casa di Parkash, non c'e', la moglie e genitori non parlano inglese, ma Parkash decisamente non c'e'... cominciamo male...
Dopo la scuola rientra la sua figlia, che sette anni fa aveva appena 10 anni, ora splendida nel suo elegante vestito indiano, per fortuna parla Inglese, ora.
Suo padre e' andato a Kaza con altri clienti, per un altro trekking, mi arrabbio con discrezione, alla maniera piu' orientale possibile.
Gli ho scritto una lettera in maggio, mi ha risposto in luglio, assicurandomi la sua presenza per tutti i miei trekking, e invece...
Mi consegnano una lettera di suo pugno in cui si scusa, mi invita ad usare suo cugino, esperto quanto lui, no problem, dice.
Dagli "solo" 10.000 rupie per le spesucce iniziali... il resto dei soldi che mi chiede supera tutti i soldi che mi ero portati per l'intero mese.
Inoltre mi accorgo che non sa parlare in Inglese e non conosce molto bene i posti che gli mostro sulla mappa, o non sa leggere la mappa, che e' ancora peggio.
Me ne vado, deciso a non tornare piu' neanche a Manali e nella Kullu valley.
Un altra agenzia di trekking in Manali mi chiede la stessa cifra: 3.000 rupie al giorno.
Bene, vorrà dire che faro' tutto da solo, direttamente sul posto, quando ci arriverò
Metto la sveglia per le 5 della mattina dopo, per il bus diretto a Kaza.
La sveglia non suona: mi sono dimenticato di rimettere l'orologio interno all'ora indiana, il bus per Kaza e' gia' lontano.
Nessun problema, prendo il prossimo diretto oltre il Rothang-la, in Lahoul, poi si vedrà...
Alla stazione dei bus prendo al volo quello per Keylong, la capitale del Lahoul, che tanto avevo pensato di andarci ugualmente, al ritorno dalla Spiti valley.
Il portabagagli, chiesto il prezzo prima, mi porta su il valigione per 10 rupie. Lo sapevo che a Shimla mi hanno fregato!
La strada che si arrampica verso il Rothang-la e' ripida e distrutta in continuazione dall'acqua e dal fango che scendono inarrestabili a valle e ci sono sempre i lavori in corso in moltissimi tratti.
Piove ancora, il valigione sul tetto si sta bagnando di nuovo, ma questa volta ho sistemato i vestiti dentro altri sacchetti e in posti piu' riparati.
Alla prima fermata dopo il passo, comunque, ho il permesso di portarlo dentro.
Dopo il bivio per Batal e il Kun-Zum La, sulla riva destra del Chandra river, il bus si ferma prima di un camion della manutenzione. Dopo pochi secondi, venti metri piu' avanti, si sente un boato e un masso piu' grande di un'auto si schianta al centro della strada, davanti a noi.
Se fossimo passati lentamente a fianco del camion fermo ci avrebbe centrato i pieno!
Altri rumori di sassi e altre scariche, con massi molto grossi, l'autista guarda preoccupato alla sua destra, lungo la parete strapiombante su di noi, poi decide che il pericolo e' localizzato solo piu' avanti e aspetta paziente.
Dopo mezz'ora una ruspa arriva e sgombra la strada spingendo i macigni nella scarpata sulla sinistra, giu' nelle acque bianche del fiume.
Il primo pomeriggio arrivo a
Keylong,
dopo un lungo viaggio seduto scomodo,
le gambe intorpidite e il culo anche, non sono piu' tosto come una volta...
- Dopo un buon pranzetto indiano mi sistemo in una camera costosa ma pulita e con una vista meravigliosa sulle prime cime innevate, verso nord, verso Leh.
- Le lenzuola sono pulite,cosi' devo usare il sacco a pelo, questa notte, che e' anche umido dal clima di Manali.
- C'e' un barbiere di fronte all'hotel, con 50 Rs faccio tutto, invece di 26 euro, un affare!
- Si sta rannuvolando, piove anche qui, nel Lahoul, sempre secco e polveroso?
- e' il primo gatto che vedo in India. con tutti i topi che ci sono ne dovrebbero allevare di piu'.
- ore 19. E' buio da un pezzo. La cena era ottima, non c'e' niente altro da fare e vado a letto. Mi fa male la testa per tossire.
Keylong. La mattina va meglio, nonostante la lunga notte infame.
Scendo fino alla gola del fiume e risalgo, faticosamente, fino al
Gompa di
Kardong
, poi di nuovo giu' e su fino a
Keylong, poi tre chilometri lungo la
strada per il
Gompa Shashur
, e ritorno sempre a piedi, le prime 5 ore di
cammino, stanco e assetato.
Al bazar prendo un chai e chiedo qualcosa da mangiare, ma dopo un sacco di tempo nessuno porta niente, neanche uno straccio di menu'...
Se non hanno voglia di fischiare... vado al Tashi Delek, un ottimo pranzo e pure una birra fresca!
- cerco un sacco di plastica robusto e non trasparente per proteggere il valigione dalle future piogge, introvabile, tutti rimandano a qualche altro negozio, e finalmente l'ultimo ne aveva, ma solo di giganteschi.
- e' pieno di nuvole oggi pomeriggio, speriamo di non bagnare ancora i vestiti, domani, devo prendere due bus per Kaza.
- niente da fare per un taxi per Kaza, condiviso con altri, turisti o locali. Eppure si incontrano tante auto con indiani dentro, oltre ai bus e ai numerosissimi camion. Mi devo rassegnare ai normali bus, domattina alle 5:30, col valigione sul tetto e verso i nuvoloni che sono riusciti a superare due alte catene di montagne.
- partenza al buio da
Keylong verso
Grampuh
Alle 9 arriva il bus da Manali
diretto a Kaza, non troppo affollato, questa volta.
- riattraverso i posti noti dal 1996: Chatthru, Chotta Dara (c'e' una guest
house, addesso!), Batal sempre uguale, con il Tiger Tooth
risplendente al sole
della tarda mattina, il
Kun-zum la sempre polveroso, ma con le curve allargate e
un solo tornante che obbliga il bus a fare manovra, ma senza dover portare le
ruote posteriori in bilico sul ciglio del burrone, e senza i passeggeri
dell'ultimo sedile che gridano, sospesi nel vuoto...
Sul passo c'e' un nuovo sentiero che porta giu' al lago Chandra Tal!
devo andarci, durante il trekking, se riesco ad organizzarlo nonostante il monsone
- Kaza e' cambiata moltissimo, tanti nuovi hotel, il mio e' ancora in costruzione, nuovissimo, tanti turisti e tanta gente, due agenzie di trekking, due internet point, pure, che pero' appena arriva il black-out quotidiano, al tramonto, diventano bui e inutilizzabili.
In hotel hanno i cerini e le candele pronte, si vede che sono abituati.
L'acqua calda viene solo dal lavandino e non dalla doccia, mi devo lavare a pezzi con un secchio.
A cena un brodo vegetale piccante e momo.
Sono le 8 passate e non posso neanche ricaricare le batterie della macchina digitale. Vado a letto.
Passeggiata alle 7 fino al fiume, Kaza e' ancora in ombra
, aria gelida e
meravigliosa. La montagna di fronte illuminata di luce calda
.
Faccio due fototessere per avere il permesso di andare a Tabo, faccio le fotocopie del passaporto e del visto, cerco l'ufficio a cui chiedere il modulo da compilare e la stazione di polizia. Infine scopro che non serve piu' alcun permesso per Tabo, ora.
(nel sito del fotografo Nick Eakins ci sono foto della Spiti valley)
- il sole brucia molto e il berretto e' a casa. qui ne hanno solo di piccoli o normali e non per il mio testone. Con un fazzoletto da donna risolvo il problema.
- noleggio un taxi per un giro fotografico solo per me, nella zona settentrionale della valle, 800 rupie, ma ne valeva la pena!
- ore 19, puntuale il black-out. Sono senza cena, a letto con i piedi freddi e il pile puzzolente addosso. Quassu, a 3600 metri, appena va via il sole fa subito freddo.
- spero che la luce ritorni presto, cosi' esco per cena a telefonare
- ore 20:30 niente luce ancora e i telefoni sono chiusi e bui.
- ore 21 e' tornata la luce, ma ormai e' tutto chiuso. due soli ristoranti ancora aperti, thali dal e chapati
primo vero trekking : da 3300 a 4000 metri, sotto il sole cocente e con poco fiato, ma sono ancora vivo!
- Dankar Gompa e Dankar lake
- ho sistemato i problemi del PC dell'agenzia sotto l'hotel, pieno di virus e robaccia. Era felicissimo e ha detto che il monastero di Tabo ha due PC da mettere in rete e non sono capaci: ho un lavoro assicurato in Himalaya!!!
- da Kibbar a 4200 fino oltre 5000!!
sull'ultimo crinale c'era una "gentile brezza" che mi ha congelato le mani, ma i guanti erano in hotel e sono rimasto in maglietta. Poi, scendendo, al riparo dal vento, mi sono riscaldato. Colori incredibili paesaggi meravigliosi.
7 ore dure, senza piu' fiato, ma fatte!
questa notte dormo nel monastero di Ky.
cena a riso e fagioli piccanti, in una cucina buia per il solito black-out, molto fumosa e fredda
Monastero di Tabo
altro trekking in giornata, da solo questa volta, da 3600 a 4500
- ho continuato ad ottimizzare i PC dell'agenzia di trekking e ora ho l'accesso alla e-mail gratis, risparmiando 80 rupie all'ora ;-)
- solito black-out serale, a metà cena, cosi' ho finito a lume di candela.
trekking giornaliero da Ky (3900) alla cima sopra Gete (oltre 5000). altre 7 ore dure, ma va sempre meglio!
Dovevo prendere un taxi condiviso alle 15 ma non si e' fatto vedere, poi alle 15:15 arriva la guida dicendo che abbiamo perso il taxi per colpa mia!
Prendiamo il successivo per andare a Sagnam, alla fine della strada asfaltata e poi il bus per Mudh, alla fine della strada della Pin valley per un trekking di 5 giorni verso il Pin-Parvati La!
Aspettando il bus, con un chai, ho fatto delle foto alle cime illuminate dal tramonto.
Dopo pochi chilometri il bus si ferma, al buio in mezzo al nulla, lungo il fiume Pin che scorre sotto di noi.
Aprono il cofano del motore, smontano alcuni pezzi, forse e' rotta la pompa del gasolio, forse gli iniettori sono otturati... riprovano, ripartiamo con il cofano aperto, 100 metri e poi di nuovo fermi, definitivamente.
Semplicemente e' finito il carburante, la lancetta non funzionava, hanno fatto il pieno tre giorni fa e poi si sono dimenticati di fare rifornimento!
Due amici della guida ritornano indietro a piedi per chiamare un taxi e noi restiamo dentro il bus, fermo nel buio in mezzo alla strada, una stellata incredibile e la via lattea in pieno splendore.
Arriva da lontano una moto diretta a Mudh e promettono di ritornare indietro con un po' di gasolio per il bus, se riescono a trovarlo a quell'ora.
Rientramo nel bus e aspettiamo ancora il taxi, ma se arriva non puo' passare perche' il bus occupa tutta la carreggiata.
Pero' promettono che alla luce dei fari del taxi faranno retromarcia di 30 metri fino ad un punto piu' largo, usndo il motorino di avviamento.
Aspettiamo ancora
Un viaggiatore che abita a Mudh dice che il Pin-Parvati La e' troppo innevato in questo periodo, sono arrivato nella stagione troppo inoltrata, mentre invece la lonely planet diceva il contrario...
Finalmente arriva il taxi ma il bus non si muove piu' : dobbiamo spingerlo, tutti assieme!
- a casa della guida, chai riso e dal. La guida dice che il passo e' aperto!
- fra due giorni si parte, con l'aggiunta di un mulo ai due portatori previsti inizialmente, per un totale di 1200 rupie al giorno, meno del doppio di quanto mi hanno chiesto a Manali!
questa mattina ho usato la toilet "locale", un buco nel pavimento dell'ultima stanza prima dell'uscio esterno.
ricordo che quando ero piccolo i miei amici, figli di contadini, avevano il buco in terra anche loro, ma addirittura fuori, dietro casa!
- ho fatto un lungo giro lungo il letto del fiume Pin, valle bellissima, rocce di molti colori.
ho addirittura guadato il fiume, dopo aver cercato inutilmente un ponticello.
ora ho gli scarponi bagnati, fuori della finestra. Spero che domattina siano asciutti, con questo freddo intenso.
il primo portatore si chiama Tandin Chhewang, il secondo portatore Tashi Dorge' ed e' al suo primo trekking.
la guida si chiama Padma Dorge'
il mulo non mi ha detto come si chiama
al ritorno dal giro al fiume Tandin e Tashi stavano preparando i momo con patate e cipolla, cotti al vapore su una stufa bassa alimentata, al solito, con sterco secco.
il tempo di lavarmi con un secchio di acqua tiepida e i momo erano pronti.
sara' stata la lunga camminata sui sassi senza pranzo, ma erano davvero buoni!
dopo quasi 5 ore siamo arrivati al primo posto per piantare le tende e passare la notte, alla confluenza di un affluente destro del Pin river.
ho piantato la tenda e Tashi mi ha voluto aiutare, ma poi ho dovuto ripassare i tiranti e i picchetti che non sapeva piantare nel verso giusto...
- sono seduto su un grosso sasso, a piedi nudi sull'erba, a circa 4000 metri. Il sole brucia forte, ma la solita fresca brezza rende il tutto piacevolissimo. Appena andrà giu' il sole dovro' vestirmi e poi andare in tenda presto.
- anche oggi arrivano i nuvoloni dal Pin-Parbati pass, speriamo bene, domani dovremo campeggiare in alto, alla base del ghiacciaio.
Tashi e Tandin stanno preparando un meraviglioso sabzi con chapati, con garam masala e ginseng, oltre ai soliti ingredienti.
Il mulo, legato ad una roccia, cerca di mangiare tutta l'erba che riesce a raggiungere, ma ci sono altri sassi intorno e a forza di girare si intrappola da solo. Ogni tanto controllo e, memore dell'"asino d'oro", vado a liberarlo
- il sole e' ancora alto, ma quando e' coperto il vento e' freddo e ho gia' addosso il pile e la giacca a vento. fra un po dovro' usare anche i guanti
- Sono le 5 del pomeriggio ed e' arrivata dal passo una bufer adi neve. Ho cenato in fretta sotto il vento e la neve. Queste guide non sono attrezzate come Parkash con una tenda alta per cucinare cenare e dormirci dentro.
Riso sabzi e chapati sono subito diventati freddi e dopo il chai bollente sono entrato in tenda. E' presto per dormire, c'e' ancora luce.
- domattina se il tempo e' ancora brutto dovro' ritornare indietro a Mudh.
ho prestato la seconda giacca a vento a Tandin, e gli ho regalato i guanti che mi hai comprato al mercato e che usavo per andare a lavorare in bici.
- ho prestato i guanti da ghiacciaio alla guida. a parte Tashi gli altri non erano per niente equipaggiati!
- ore 18. mi hanno portato un chai bollente e riempito la borraccia di acqua bollita per domani.
in sole 4 ore siamo arrivati alla base del passo. il Pin-Parvati e' a sole 3 ore sopra di noi, ma come ogni pomeriggio tutte le cime sono coperte e inizia la bufera di neve.
la guida insiste e vuole tentare lo stesso oggi, ma sono gia' le 2 del pomeriggio e io non ho nessuna intenzione di infilarmi nel ghiacciaio con tutte queste nuvole intorno, poco prima del buio.
comunque risaliamo la riva sinistra del Pin river e dopo mezz'ora, prima della vera salita si vede chiaramente che anche il passo e' sommerso dalle nuvole. impongo alla guida di rientrare, non capisce l'inglese, siamo solo io e lui, che per di piu' cammina veloce davanti a me e mi lascia solo per lunghi tratti. Finalmente capisce e rientriamo alle tende.
domattina decideremo in base al tempo
- mi sono lavato le mani con l'acqua gelida ma la pelle del dorso, ustionata dal sole nei giorni scorsi, non ha gradito affatto lo scherzetto... adesso con i guanti di lana cotta, lentamente, va meglio.
la pagina e' bagnata, dove cadono i fiocchi di neve
- ore 17:30 troppo freddo fuori, dopo il riso dal sabzi e chapati entro in tenda in attesa della lunga e fredda notte. Sara' peggio della notte scorsa perche' siamo piu' in alto e anche perche' il tempo e' peggiorato.
sono preoccupato, se questa notte nevica molto il sentiero di ritorno, gia' difficile, ci dara' dei problemi, non siamo attrezzati per la neve
comunque e' deciso, domattina si ritorna velocemente a valle, con qualunque tempo, anche se la giornata dovesse iniziare col sole.
questa mattina, dopo una notte dura, freddissima, addirittura con il materassino bucato, finalmente il sole e' sbucato fuori a riscaldarci ancora. Le cime intorno avevano tanta neve fresca del pomeriggio precedente. Non essendo attrezzato e non sopportando l'idea di un'altra notte come questa, decido di rientrare a Mudh, due tapper in un solo giorno, fine del trekking per il Pin-Parvati pass.
il ritorno e' stato massacrante per me, 8 ore su sterminate pietraie, il sole cocente da un lato e il vento freddo dal lato in ombra a congelarmi al pelle, fino alle ossa del braccio e della mano.
- ore 17, finalmente seduto al caldo, davanti alla stufetta bassa di metallo nero, alimentata con sterco secco cha fa bollire l'acqua e cuocere lo sabzi. Nel soffritto di cipolla e aglio ci mettono anche il ginger.
dopo la solita doccia a secchio, tiepido-fredda, mi sento molto meglio
non mi infastidisce piu' neanche l'onnipresente musica melensa trasmessa ad altissimo volume da tutte le radio. non sono mai riuscito ad ascoltare, in India, la vera musica classica indiana, come succede anche in Italia dalle nostre emittenti...
domattina con il bus delle 7 per Kaza, tutto ricomincia "normale"
il bus delle 7 per Kaza e' partito alle 8 e ho avuto un'altra dimostrazione che i bus indiani non sono mai pieni: i sedili (stretti) da 3 diventano da 5, i sedili da 1 diventano da 2, sul motore c'e' posto per i bambini che vanno a scuola, e poi c'e' il tetto che e' quasi vuoto!
il bigliettaio acrobata riesce comunque a passare, senza tenersi con le mani, nonostante i continui scossoni, e distribuisce i biglietti e il resto!
Dopo due ore riesco finalmente a spostare in avanti il piede destro. Dopo un'altra ora arriviamo a Kaza
- ho dimentica l'orologio a Mudh, ne devo comprare un altro per 300 rupie
- non e' vero: l'ho lasciato in hotel e non l'ho visto quando sono uscito.
- ho capito perche' nella mia tenda e' cosi' freddo: ci sono dieci centimetri di distanza fra il bordo inferiore del tetto e il terreno. sulla neve il fondo della tenda si abbassa e il tetto arriva a toccare la neve e si puo' sigillare pressandola tutt'intorno, e il vento non si infiltra dentro, invece sul terreno duro il vento di notte entra benissimo anche perche' il telo interno e' quasi una rete! Infatti la mia tenda era sempre asciutta e la loro invece aveva la condensa nella parte interna del tetto.
- sono di nuovo a cena dal ristorante tibetano: momo e zuppa di verdure piccante. Sono le sette, solito black-out, ma c'e' un quarto di luna molto luminoso.
costoso giro a vuoto a Tabo: quello dell'agenzia mi aveva assicurato che se veniva anche lui con me, parlando con un suo amico monaco, mi avrebbero permesso di fare le foto agli interni senza il flash. Cosi' ho accettato di pagare il noleggio del taxi di 1500 rupie e mi sono fatto prestare un cavalletto, ma all'ingresso del primo tempio c'era un altro monaco che se ne fregava delle amicizie e dei cavalletti: niente foto.
Sono subito rientrato a Kaza e questa sera ci sara' da discutere sul rimborso di almeno una parte del costo pagato a vuoto.
Se il tempo e' ancora brutto anche a Manali, proseguo subito per Amritsar, Delhi e il Rajastan.
Quello dell'agenzia mi ha ridato solo 200 rupie di rimborso e mi ha permesso di masterizzare 5 CD delle mie foto, come backup.
Taxi (in parte condiviso) per Manali. Non sono riuscito a fermarmi una notte al Chandra Tal, per il sentiero del Kun-Zum La, per via del tempo brutto anche in Lahoul.
nel secondo bus per Amritsar, da Candigarh, l'affollamento era al massimo. Ad una successiva fermata importante sembrava che si vuotasse, ma c'era una folla che aspettava per salire.
Fra gli altri una giovane mamma con una bimba piccola addormentata in braccio.
Io ero in prima fila e mi sono alzato per lasciarle il posto, ma prima che potesse avvicinarsi e sedersi, altre due vecchie si erano infilate nel mio sedile. Ho protestato e spiegato che il mio posto era per la mamma e la bimba, ma tutti mi dicevano che dovevo rimanere seduto al mio posto, invece, e le vecchie non si spostavano e la mamma si era rassegnata a stare in piedi nella calca inverosimile.
Ho protestato ancora a voce alta e finalmente le due vecchie hanno lasciato il posto e la mamma si e' seduta con un sorriso. Nel frattempo la bimba si era svegliata per gli strattoni e le gomitate e piangeva. Un po' di latte e un caldo nido sulla mamma accovacciata a gambe incrociate sul minuscolo sedile l'hanno calmata subito.
Io mi sono preparato a fare altre due ore in bilico, con i piedi storti per mancanza di spazio e attaccato con un gomito e una mano ai ferri in alto.
Amritsar.
Golden temple, il mattino, il pomeriggio e la sera con la luna e le luci artificiali.
Che peccato: la luna piena e' domani notte e io saro' gia' partito per Delhi! Devo pianificare meglio anche con le fasi lunari, la prossima volta...
Da Amritsar a Delhi col treno.
Faccio il turista di lusso: ho pagato un taxi per tutti i prossimi giorni fino a venerdi', a 1500 rupie al giorno!
Vado a Jaipur
colazione a base di frutta e curd (yogurt)
Jaipur e' troppo caotica rumorosa inquinata e impossibile: visti i monumenti principali, parto con un giorno d'anticipo per il parco di Barathpur, a rilassarmi nella natura. La notte scorsa e' passata insonne, con tante zanzare a caccia di ogni centimetro di pelle scoperta, letto senza lenzuola, una ventola scassata e rumorosissima: 150 rupie veramente rubate.
Almeno questi stronzi potevano avvisarmi ieri delle zanzare e vendermi del liquido repellente o una rete di protezione. Ho scoperto questa mattina che lo sapevano ed avevano tutto a disposizione: tipica ignavia degli indiani? Anche il costo per accedere ad internet qui e' molto alto, rispetto a Delhi. Devo segnalare il tutto alla Lonely Planet perche' la smetta di raccomandare questo hotel!
- Sto facendo della vacanze di lusso, in India, come non ho mai fatto prima.
Keoladeo national Bird Sanctuary : fantastico parco. Peccato che non avevo il cavalletto e il teleobiettivo e un binocolo buono... la prossima volta!
Fathepur Sikri e poi Agra, per vedere il Taj Mahal al tramonto.
Da Agra a Delhi. Jama Masjid al tramonto
Una lunga e calda giornata a Delhi, in attesa di andare in aeroporto questa sera dopo cena.